Come aiutare Carla CONTO CORRENTE BANCARIO Numero conto: 14914 BANCA: Ubi Banco di Brescia           Ag. Rivoltella del Garda Intestato a: PIACENTINI ANNAMARIA Causale: Un aiuto per  Carla da……           (Cognome e nome) CONTO CORRENTE POSTALE Numero conto: 000001267523 Intestato a: PIACENTINI ANNAMARIA Causale: Un aiuto per  Carla da……           (Cognome e nome) IBAN: IT49 U076 0111 2000 0000 1267 523 Codice BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX Codice CIN: U ABI:   07601  CAB: 11200  Ciao mi chiamo Carla                     Sono una bella bimbetta di 2 anni e mezzo e sono felice di avere vicino tante persone che mi vogliono bene. Ora Vi racconto la mia storia. Sono nata a Brescia il 05/06/2007 alla 32 settimana con taglio cesareo, assieme alla mia gemellina Chiara. Alla nascita pesavo solo 1Kg. e 270gr. mentre Chiara pesava 1Kg. e 800gr. Subito ci hanno trasferito in patologia neonatale per le prime cure. Mentre per Chiara proseguiva tutto bene, per me verso la seconda settimana iniziavo ad avere dei ristagni biliari importanti e la pancina era gonfia. I dottori cominciarono a curarmi ma le mie condizioni peggioravano tanto che il 24/06/07 chiamarono d’urgenza i miei genitori perché era necessario operarmi avendomi diagnosticato una NEC (enterocolite necrotizzante) che mi ha bucato l’intestino tenue. A distanza di una settimana il 02/07/07, per il peggiorare delle condizioni di salute hanno dovuto sottopormi ad un nuovo intervento nel quale mi hanno asportato il resto dell’intestino tenue. Vivevo in un lettino tutto trasparente (incubatrice) con diversi tubicini uno dei quali mi permetteva di respirare. Dietro a me un sacco di apparecchi elettronici che facevano dei versi strani tipo BIP…BIP…BIP Uno delle pompe alla quale ero attaccata attraverso un tubicino che mi entrava in una vena, serviva per nutrirmi (parenterale) e farmi crescere perché non potevo bere il latte come la mia sorellina Chiara. Poco dopo sono stata battezzata perché i medici non mi davano speranze. Ma ho trovato la forza per combattere per la vita perché ero nata per vivere, giocare con le mie sorelline (Chiara e Rosemery la più grande) e stare con i miei cari. Le mie condizioni non erano certo rosee, difatti sono passata da lesioni  alla pelle in varie parti del corpo per mancanza di zinco, perché quei pochi centimetri di intestino che mi erano rimasti non lo assimilavano, a tre infezioni gravi. Meno male che mi hanno curato e un pochino sono migliorata. Intanto passavano i mesi e ho potuto cominciare a bere una goccia di latte  per sei- sette pasti al giorno dopo vari tentativi di trovare il latte giusto per me. Come compagnia avevo sempre la mia fidata sacca della parenterale attaccata 24 ore su 24. Piano piano la dose del latte aumentava ma aumentavano anche le scariche diarroiche,uno dei problemi che dà l’intestino corto e nel frattempo mi si era ammalato anche il fegato. A sei mesi di vita pesavo solo 3KG. Così non potevo farcela e I medici decisero di trasferirmi da Brescia al Centro Trapianti degli Ospedali Riuniti di Bergamo per un possibile trapianto di intestino. Arrivata a Bergamo le mie condizioni generali di salute sono apparse subito preoccupanti. Iniziarono subito con nuove terapie e a farmi tanti esami per capire esattamente la condizione del fegato e del mio intestino. Dall’esame del tubo digerente è risultato che ci sono circa 10 cm di intestino tenue. Comincio a crescere! Per ora il trapianto viene accantonato perché i medici vogliono vedere come evolve il pezzetino di intestino  rimasto. Proseguo così le cure fino al 04/02/2008 giorno in cui finalmente lascio per la prima volta l’ospedale per andare a casa con le mie sorelline e dove continuo per 16 ore al giorno la nutrizione parenterale, seguita dalla mia mamma che ha imparato grazie ad una infermiera della ditta che ci fornisce le sacche della parenterale che le ha insegnato come fare. Inizialmente ogni 15 giorni dovevo andare a trovare i medici all’ospedale di Bergamo per il Day Hospital, ma ora ci vado ogni mese per fare i controlli. Per due volte ho dovuto essere ricoverata all’ospedale a Bergamo per complicazioni che erano sorte, ma per fortuna in 3-4 settimane mi hanno sempre rimesso in pista. Il mio futuro? Spero tanto di potermi liberare della parenterale così da potermi muovere in libertà come fanno le mie sorelline e i miei amici dell’asilo nido che in estate fanno il bagno nella piccola piscina. Ma per arrivare a questo c’è ancora tanta strada da fare e la mia mamma non potendo lavorare perché è impegnata giorno e notte per curarmi e seguire anche le mie due sorelline, non sa come tirare avanti con 460 Euro mensili che prende per la mia invalidità. e il papà disoccupato, è tornato in Africa. La mia mamma dice che la speranza è che fra qualche anno si possa eliminare l’alimentazione parenterale attraverso un’ intervento chirurgico di allungamento dell’intestino o come ultima possibilità un trapianto. Per ora non sappiamo dove sia possibile farlo se in Italia o all’estero ma noi terremo duro fino a quando ciò sarà possibile e di avere le forze necessarie per arrivarci.                                      Grazie a tutti e un bacione da Carla Carla